Cognitivismo, Psicoanalisi e la psicologia di oggi..
IL COGNITIVISMO
I cognitivisti studiavano la mente umana attraverso le inferenze tratte dai comportamenti osservabili. Il campo di studio della psicologia si spostò dal comportamento osservabile ai processi cognitivi.
A partire dagli anni cinquanta vi confluirono contributi di diverse discipline.
I cognitivisti seguivano un paradigma di ricerca che si accostava a quello comportamentista, pur interponendo tra lo stimolo e la risposta. L’analogia tra mente e calcolatore era basata sulle nozioni di informazioni.
Un altro paradigma era quello dei tempi di reazione deducendo il grado di complessità e la quantità dei processi cognitivi in atto.
DAL COGNITIVISMO ALLA SCIENZA COGNITIVA
Dallo psicologo statunitense Ulric Neisser nella “Psicologia cognitivistica” sono riassunte tutte le ricerche condotte nei 10 anni precedenti riguardo questa prospettiva cognitivista. Neisser sostiene che i processi cognitivi possono essere individuati. Neisser utilizzerà anche esperimenti e modelli.
Emerge un orientamento nuovo la “scienza cognitiva”, gli aspetti principali vengono messi in evidenza dallo psicologo americano Howard Gardner nel saggio “La nuova scienza della mente. storia della rivoluzione cognitiva”. Per lui la scienza cognitiva ha natura interdisciplinare e analizza i problemi della conoscenza.
Recentemente la psicologia cognitivista ha sviluppato la neuropsicologia e neuroscienze cognitive.
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